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INCANTESIMI DIVINI

E’ noto che nella versione 3.5 D&D ci sono due tipi di resurrezione: quella pura e… quella di vendetta! E se per qualcuno questa definizione non trova riscontro sui manuali, c’è una parte del gruppo per la quale questo incantesimo divino, normalmente benigno, è di fatto peggiore di una “maledizione strisciante”.
Jondò, assassino provetto che giocando con il mazzo delle meraviglie ha guadagnato 4 livelli, diventa per i buoni un’autentica piaga. Subdolo come non pochi, forte della sua schiacciante superiorità, sibila di tanto in tanto velate minacce che costringono il gruppo a notti insonni e a turni di guardia extra, istituiti appositamente per difendersi da lui.
Comunque, come spesso accade, anche per lui arriva l’ineluttabile resa dei conti. Durante un combattimento il master gli propina una serie infinita di 20 e lui, stecchito, in un lago di sangue, finisce tra le grinfie di Cork per i riti del caso.
Master: Jondò, senti una voce nella testa… è la voce di una divinità che ti chiede: Vuoi tornare in vita, mortale?
Jondò: E’ una divinità o è Cork?
Master: Scusa… i tuoi amici sono tutti malvagi o giù di lì, chi vuoi che sia?
Jondò (contando sulla bontà del chierico): D’accordo, accetto…
Master (con una punta di perfida soddisfazione): Bene, togliti un livello…
Jondò: Ma non sei del diciannovesimo livello? E non sei buono? Io sono del tuo gruppo… Non potevi lanciare la resurrezione pura?
Master: Certo che potevo, ma siccome tu sei sei di allineamento opposto e non gradito al mio dio, con te ho lanciato la “resurrezione di vendetta”!
Attualmente lo “score” di Cork (NPG del master) è il seguente:
Jondò: -1 livello
Nathaniel: -1 livello
Autan: -2 livelli
Clou: -1 livello
Con incantesimi così perchè il DM dovrebbe penalizzare qualcuno?

aldebaran
Author: aldebaran

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